Barbara Duran

Poesia

La modernità implica velocità ed estensione: possiamo raggiungere tante persone in un attimo, nei luoghi più diversi e lontani. Può la poesia, che per tanto tempo è stata tenuta in disparte, rifiutarsi di farlo? Ma la poesia ha per sua natura la grazia di donarsi a tutti, di condurli nell’altrove della parola, destinata a durare, e del pensiero che rende chiari e pieni i giorni della vita. Così, in questi libri in viaggio, nei loro versi, nelle loro frasi, troveremo il molto che ci portavamo dentro inespresso, la vicinanza di chi, rivelando, ci rivela a noi stessi. E daremo voce a sentimenti che fremevano dietro muri di silenzio, attraverseremo mondi che ci appartengono e che mai prima d’ora avevamo neppure intravisto. Ognuno di questi libri è nato come un bene comune e un nuovo inizio.

Elio Pecora

Le seguenti poesie selezionate di Duran sono state pubblicate nella collana Poeti Conteporanei con l’introduzione a cura di Elio Pecora, Pagine Editore (Roma, 2013).

Australia

I fili sfuggono
alla presa
e l’immagine
scivola.

Come la barca,
il tempo
raccoglie conchiglie
e corre
lento
sul filo che
vita regala.

In onda s’immerge
il tempo.
In linea retta
i fili sfuggono
alla presa
e l’immagine
scivola.

All’imbrunire
vedo meglio
dopo luce abbagliante
che stordisce.

Ancora un attimo,
raccolgo le
perle rubate
ai giorni.

Barbara Duran

Ricominciar a beccar bacche
Sud del Portogallo

Luce lontana
debole e intensa
di toni minori
in spazi troppo ampi
per immaginarli.

Forse scrissi decenni fa,
ascoltando stessa musica e
stesso pensiero, intenso.

Ricordo.

Faceva più caldo ed
era mediterraneo,
non oceano
con tanto spazio che
ora m’incanta
mi fa volare
lontano
dove lontano vorrei
non riconoscermi
e ricominciare
a beccar bacche o
piuttosto vermi
come un uccello e
poi andare altrove,
nomade
di scogliera in scogliera,
di fiore in fiore.

E’ un tramonto lattiginoso
il suo profumo
come questa notte
prima della pioggia
negli angoli sperduti e
sconosciuti
mai ricordati e solo
percepiti
come il raglio dell’asino,
il suono del vento
il canto del gallo
il silenzio della notte.

Il silenzio.

Barbara Duran

Di rimando

Strade segnate e non
finite
sullo strato di nuvole
che copre il mare.

Il manto del mondo.
Adesso porto gli occhiali
per vedere.
Poi chiudo gli occhi
E rimando il pensiero.

Il sole di taglio
invade le anse di
una distesa compatta
che copre il mare.

Il manto del mondo.

Adesso la mia mano
è rugosa
e trova difficile scrivere.
Poi chiudo gli occhi
e rimando il pensiero.

Echi di emozioni
allentano gli anni,
evocano gioie mai finite.

Barbara Duran

Luna Paraguay

Vorrei rimanere
con la luna al contrario.

Non ho voglia di ritrovare quei ritmi
lasciati.
Cercherò di non farlo,
solo in parte.

Per quello che posso.

Vorrei rimanere con la bussola
rovesciata

Amore mio.

È come un languore lontano
che mi attanaglia lo stomaco.

Una pre-nostalgia.

Barbara Duran

Imprevisto

Nelle ore passate
guardandoci
e facendo finta
di guardare altrove.

Ascoltandoci
e, con il cuore in subbuglio
senza accorgersene.

Attenti all’altro
e alla serenità,
all’equilibrio e alla saggezza,
alla bontà dell’altro.

Intanto cresceva
cresceva
un turbamento
che ora, inevitabile
ci lega.

Eppure gioisco
nell’insieme di vita
che è la mia vita. Ora.

 Gioisco perché
c’è stata una scintilla
non prevista.

Barbara Duran

Ciò che piccolo ingombra

Di ritorno.
Come in un limbo
controllato,
di troppe immagini

ombre in movimento
nel ritorno,
di percezioni in continuo.

La testa piena
da dimenticare,
ciò che piccolo ingombra.

Luce bianca
che incide
lunghi sospiri

Ancora, diversa
mi pongo di fronte ai miei giorni.
Diversa, errante
accanto a te.

Barbara Duran

Cera Liquida

Sempre nel precipizio
guardo oltre.

Fili
e macchie
accompagnano
il mio cammino.

Barbara Duran